Intervista a Joao Pedro Stedile, Movimento Sem Terra – 4 dicembre 2013 –

Intervista a Joao Pedro Stedile, Movimento Sem Terra – 4 dicembre 2013 –


L’mst è un movimento nato 30 anni fa
per organizzare i contadini poveri del Brasile, per lottare per la terra, la riforma agraria
ed una società egualitaria In questi 30 anni abbiamo sviluppato molte
lotte, molte occupazioni di terra abbiamo molte sfide e alcune conquiste
questi ultimi 30 anni sono stati i peggiori della nostra storia
perché non ci stiamo scontrando con i latifondisti che concentrano la proprietà della terra
ma con il modello agricolo del capitale ed il capitale in questa fase è dominato
dal capitale finanziario e dalle multinazionali quindi i nostri nemici non sono dei latifondisti
retrogradi dell’entroterra Brasiliano Oggi quando lottiamo per la terra e per la
riforma agraria ci scontriamo nello stesso tempo con le banche,
le multinazionali, i media borghesi e i grandi proprietari di terra
questo ha generato una correlazione di forza molto difficile
non si tratta solamente di democratizzare l’accesso alla terra
ora si tratta di lottare per un nuovo modello agricolo
e per questo dobbiamo sconfiggere il dominio che le multinazionali e le banche ci impongono
nell’agricoltura attraverso l’agrobusiness in Brasile, in America
latina e in tutto il mondo Qual’è la visione del movimento sul tema
dell’uso collettivo e sociale della terra? Ci sono molte idee intorno a questo tema
la visione generale dell’mst costruita lungo questi 30 anni
è che la terra e tutti i beni naturali della terra come l’acqua, il vento, la biodiversità, il cibo
devono avere una funzione sociale ossia devono essere utilizzati per il bene
comune e di tutta la società la forma in cui ci si organizza per garantire
questa funzione sociale può variare da regione a regione, da paese
a paese ed anche in funzione della cultura contadina
che esiste a livello locale molto spesso la gente si concentra sulla forma
se deve essere collettiva, individuale, statale questo non importa, l’importante è raggiungere
l’obiettivo l’importante è lottare a affinché in futuro
questi beni naturali siano al servizio di tutta la società Qui abbiamo molti movimenti che stanno lottando
per preservare il territorio, ci sono molti investimenti in infrastrutture e altri progetti
che la gente non vuole più. C’è un’analisi nel movimento sulla cura del territorio e
su questi temi? Negli ultimi 20 anni, il capitalismo mondiale
è entrato in una nuova fase che possiamo chiamare di egemonia del capitale
finanziario e delle imprese multinazionali questa ha trasformato le forme di dominazione
del capitale perché si è globalizzato
e per la prima volta nella storia dell’umanità abbiamo un unico modo
di produzione che domina l’intero pianeta Inoltre abbiamo visto a partire dalla crisi
finanziaria del 2008 molti capitalisti si sono spostati nel terzo
mondo per proteggere i loro capitali
investendo nei beni naturali e questo è successo in Europa, in Cina, in
America Latina, in tutto il mondo ovvero tutto il capitale fittizio liquido
o buoni del tesoro loro sapevano che correvano un rischio con
la crisi e per questo per proteggersi dalla crisi
e al tempo stesso per prepararsi al futuro si sono appropriati di questa rendita straordinaria
che i beni naturali permettono ed hanno aumentato gli investimenti
per assicurarsi la proprietà privata dei beni naturali
così hanno comprato terra, centrali idroelettriche hanno privatizzato le strade, controllano
l’acqua, il vento e anche l’aria con questa politica di creare
titoli per il credito di carbonio e venderli in borsa
speculando su un bene comune che è l’ossigeno prodotto dalla foresta
quindi in tutti questi luoghi del mondo si stanno moltiplicando movimenti sociali
di resistenza a questa offensiva del capitale questo sta accadendo in Cina, in Africa, in
Brasile, in tutta l’America Latina E per questo sono felice di sapere che anche
qui in Italia c’è un movimento sociale che si contrappone
a questo profitto del capitale che vuole utilizzare la natura come fonte
di accumulazione privata e che si appropria di fonti di rendita straordinaria
come le centrali idroelettriche, fabbriche, strade ed altri tipi di servizio che sono
pagati dalla società L’estate passata è emerso molto rapidamente
un movimento urbano contro gli investimenti per i giochi olimpici e i mondiali che è
simile al movimento che qui si batte contro le infrastrutture inutili, l’MST si è relazionato
con il movimento e come si sta relazionando ora? Nei mesi di Giugno e Luglio
è scoppiato in tutto il paese, specialmente nelle capitali
un forte movimento di massa della gioventù brasiliana
questi giovani erano figli dei lavoratori e di una classe medio/bassa
sono scesi in strada come risultato della situazione sociale in Brasile
che non è risolta alcuni di loro riescono ad accedere all’università
ma non conseguono un lavoro qualificato altri non riescono ad accedere all’università
e tutti loro vivono nelle città che si sono trasformate in degli inferni
perché queste città hanno sofferto della speculazione finanziaria
in tutte le capitali del terzo mondo è stato usato molto denaro per la speculazione immobiliare
e la rapida crescita del prezzo delle case ha reso impossibile
soprattutto a questi giovani di conseguire una casa, sposarsi e metter su famiglia
ed un altro motivo che ha portato questi giovani a mobilitarsi
è che in Brasile e credo in molti paesi del mondo non hanno nessuna forma di partecipazione politica alla società
una partecipazione politica intesa come partecipazione di cittadinanza
questi giovani sono esclusi dal sindacato che è gestito da anziani burocrati
dalla chiesa che non ha preti giovani sono esclusi dai partiti politici
e sono esclusi dall’università nel senso di decidere sull’università
sono giovani che non hanno un posto dove possono alzare la mano e proporre un’idea o presentare
una proposta e tra queste manifestazioni ci sono state
quelle contro i mondiali che però non sono mobilitazioni causate dalle
partite di calcio ma perché c’era un substrato sociale di problemi
nel fondo della società brasiliana all’inizio settori di sinistra si sono mostrati
preoccupati e noi dell’mst abbia organizzato un’ampia
coalizione di movimenti sociali non solo per appoggiare ma stimolare per aumentare
la partecipazione abbiamo partecipato alle mobilitazioni vicine
ai nostri accampamenti e ci siamo uniti in città con la nostra gioventù
e le nostre bandiere è stata ottenuta una piccola vittoria che
è la riduzione del prezzo del trasporto pubblico, molto limitata
ma la cosa più importante è che questa gioventù ha collocato di nuovo la politica al centro
del dibattito al punto che la presidente Dilma ha dovuto
reagire immediatamente proponendo una riforma politica e una costituente
e su questo è stata sconfitta prima dal suo governo poi dal congresso
quindi tutto questo sistema che la gioventù ha portato in strada
è ancora presente e speriamo che dopo le vacanze di fine anno
e di carnevale in Brasile tutti contestano dopo il carnevale
la mobilitazione della gioventù ritorni nelle principali capitali del Brasile Puoi raccontarci com’è la situazione delle
occupazioni di terra? Oggi nelle accampate dell’MST vivono 80 mila
famiglie ci sono altri movimenti sociali che hanno
altre occupazioni credo che in totale sono 100 mila le famiglie
in tutto il Brasile queste famiglie stanno nei campi resistendo
ma la cosa più grave è che la riforma agraria in Brasile è bloccata
sono tre anni che in Brasile non ci sono riappropriazioni di terra
e questo blocco della riforma agraria che ci ha imposto un periodo di resistenza duro
sta sfibrando il movimento perché se non ci sono conquiste le famiglie si demotivano
e non riescono a risolvere il problema del lavoro e della terra in cui vivere
e questo blocco è dovuto come dicevo prima a questa offensiva del capitale
nel campo dell’agricoltura, è dovuto alla crescita esagerata del prezzo delle commodities
la soia, la carne, l’etanolo che ha fatto crescere molto il prezzo della
terra in Brasile ed ha creato un grande disputa capitalista
per la terra ed è dovuto ad un certa burocrazia del governo
Dilma che è molto più tecnocratico e meno sensibile
alle richieste sociali del governo Lula perché dentro il governo Dilma, il peso dell’agrobusiness
e della forza del capitale è molto maggiore ed ha diversi ministeri
e questo paralizzò la riforma agraria dall’altro lato un movimento senza terra da
solo che non ha la forza sufficiente
di sconfiggere un nemico così potente quindi la nostra unica via d’uscita
investire le nostre energie per costruire una grande coalizione
con i lavoratori urbani e con la gioventù urbana
per formare un grande movimento di massa per riattivare la lotta di massa in tutto
il paese e discutere un nuovo progetto paese con riforme
di base, la riforma politica solo in questo modo la riforma agraria potrà
riconquistare spazio nell’agenda politica brasiliana
è in questo che vogliamo investire la nostra energia nei prossimi mesi e anni
e di questo discuteremo nel nostro prossimo congresso
dal 9 al 14 febbraio in modo da uscire uniti dal congresso con
questo obiettivo costruire unità con altre forze sociali
e dibattere nella società la necessità di una riforma politica e di un’assemblea costituente
in modo che si realizzi non solo la riforma agraria ma si trasformi il sistema politico
del Brasile che esclude la partecipazione non solo della
gioventù ma di tutti i settori popolari Ci puoi raccontere la visione della formazione
dell’MST, come ad esempio della scuola Floresten Fernandes, dirci che ruolo gioca la formazione
nel movimento. Nella traiettoria dell’MST stiamo costruendo
due concezioni complementari sul lavoro formativo partendo dalla necessità che tutti i movimenti
sociali facciano parte della storia della lotta classe lavoratrice contro il capitalismo
e vale per Europa, per Cina e per l’America Latina ogni movimento di classe deve trovare una sua forma per formare la sua gente
noi non possiamo essere dipendenti dagli altri dobbiamo avere autonomia, la classe lavoratrice
deve avere autonomia nella formazione la formazione deve essere intesa in un senso
più ampio e divisa in due parti c’è una parte della formazione che chiamiamo
educazione che è il rispetto del diritto che i lavoratori
hanno di avere accesso alla conoscenza e questa conoscenza è passata di generazione
in generazione dalla scuola e dai libri per questo è fondamentale che la classe lavoratrice
lotti per la democratizzazione della scuola
per la democratizzazione dell’educazione affinché tutti i figli dei poveri, dei contadini
dei lavoratori abbiano il diritto di studiare a tutti i livelli
inclusa l’università e il postuniversitario e noi facciamo una lotta affinché lo stato
garantisca l’educazione pubblica affinché lo stato faccia investimenti, affinché
la scuola sia democratizzata e il secondo aspetto è la formazione politica
e ideologica la formazione politica ed ideologica è finalizzata
alla leadership affinché i giovani che lavorano giorno per
giorno nelle comunità si trasformino in leader possano guadagnare la fiducia della gente
per la serietà, l’identità di classe, per l’impegno
il movimento ha organizzato molte scuole di formazione politica in tutto il Brasile
dove i giovani possono avere accesso alla conoscenza dei classici, alla conoscenza della realtà brasiliana ed alla conoscenza di chi ha esperienza storica della lotta di classe
che si è sviluppata in Brasile e nel mondo e tra queste varie scuole che stiamo costruendo
nei territori una di queste ha un carattere speciale
la scuola nazionale Floresten Fernandes perché ha una componente speciale
perché vi si realizzano corsi superiori per militanti prima un militante passa da diversi corsi poi nella scuola nazionale abbiamo corsi di
un livello superiore inclusi alcuni corsi che sono collegati all’università
per i quali si consegue un titolo ed abbiamo anche un’attività speciale alla
Floresten Fernandes ovvero due corsi l’anno di carattere latinoamericano
un corso di 45 giorni che è un corso di formazione per formatori
dedicato ad attivisti dell’america latina che hanno la responsabilità
di organizzare la formazione dei militanti in questo spazio scambiamo idee ed esperienze
e conversiamo la miglior forma, qual è il miglior piano
di studi, quali sono i contenuti quali sono i libri qual è il dibattito nei diversi paesi per preparare al meglio i nostri militanti
nel secondo semestre di ogni anno, sempre da agosto alla fine dell’anno
organizziamo un corso latinoamericano per i militanti dei movimenti sociali
che raduna circa 80-100 giovani che vengono da tutta l’america latina
che insieme in 3-4 mesi partecipano a questo corso teorico
che insieme alla convivenza, nella scuola, porta una formazione differenziata
la scuola nella sua struttura di funzionamento adotta i principi classici
della formazione pedagogica politica incorporando anche il concetto di lavoro
e la divisione del lavoro tra gli studenti la scuola è autogestita nella forma di funzionamento
gli studenti partecipano alla preparazione dei pasti
la pulizia della scuola in tutte le attività che mantengono
la scuola viva e questa esperienza di lavoro comunitario
ha un valore molto importante per la formazione politica di questi giovani
per fargli comprendere i loro compiti perché sfortunatamente durante il periodo
del neoliberismo molti movimenti continuano a fare corsi di
formazione nella nostra opinione in una maniera degenerata
o riducendo il tempo, come seminari del fine settimana
o facendo corsi in hotel quando la sinistra fa gli incontri in hotel
significa che sta morendo non si scherza
la tomba della sinistra sono gli hotel e i palazzi
quanto più vicini sono gli hotel e i palazzi quanto più vicina è la morte
per questo noi educhiamo i giovani nelle nostre scuole nei campi
nella strada, nelle situazioni concrete e nel lavoro
senza lavoro non cambieremo il mondo Hai un messaggio da inviare ai nostri compagni
che non staranno a Roma sabato? Sono molto felice di essere qui per la seconda
volta in Italia sono felice di sapere che nonostante tutte
queste difficoltà del neoliberismo, di questa crisi politica
e istituzionale di questa fase del capitalismo che impone
a tutti i paesi come contraltare a questa crisi dell’istituzionalità
vedo che le forze vive stanno resistendo e che si preparano per una nuova tappa
perché sfortunatamente la lotta di classe è così
va a onde ci sono momenti che la lotta di classe guadagna
è in attacco e organizza grandi mobilitazioni di massa
contro il capitale ci sono momenti di scontro e momenti di riflusso
dei movimenti di massa sfortunatamente la nostra generazione attuale,
gli ultimi 15 anni sono stati un periodo storico in tutto il
mondo di discesa del movimento di massa
e questo genera deviazioni, crisi, confusione ideologica
perché spesso non sappiamo in che direzione andare
perché la classe è sconfitta e per questo sono molto importanti questi
movimenti di resistenza anche se sono piccoli
o che riescono a influenzare tutta la società perchè questi sono semi
che sono lì e la massa è il suolo fertile
un giorno questo seme di resistenza germoglierà nel mezzo del suolo fertile che è la massa
e da lì nascerà una nuova generazione di lottatori
e ritorneremo all’attacco attraverso grandi mobilitazioni di massa
quindi non vi scoraggiate avanti
che la storia appartiene a chi lotta solo sarà sconfitto chi non lotta
chi non lotta è già sconfitto dal principio chi lotta in condizioni avverse
permette che la lotta possa risorgere in un futuro prossimo
mi rallegro di vedere che ci sono gruppo che si stanno preparando per questa tappa futura
mi rallegro anche di essere tornato qui nella terra degli unici due santi italiani
San Francesco D’Assisi e Sant’Antonio Gramsci

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